sabato 24 settembre 2011
I NEUTRINI....... QUESTI SCONOSCIUTI
Ogni tanto trovo qualcosa a confermare che niente di assoluto c'è.E' la costante che mi accompagna da tutta una vita,per le cose ,le situazioni,le persone,la vita in generale. Per curiosità nei confronti della misteriosa figura di Giordano Bruno(Filippo da Nola),cominciai a leggere anni addietro, qualche libro di Giulana Conforto,astrofisica e docente di meccanica e quantistica,bistrattata da molti suoi colleghi e fervente sostenitrice della filosofia Giordaniana.Ho letto quei libri con distacco,con curiosità.Non proprio come quando leggevo la fantascienza di Isaac Asimov ,...però,con un atteggiamento mentale piuttosto simile.Son stata particolarmente impressionata da:La Futura Scienza di Giordano Bruno e la nascita dell'uomo nuovo.Questi neutrini dal potenziale ancora sconosciuto, già da allora sono per me ,un grosso punto interrogativo.Questo alone di mistero, le certezze che non sono più tali ,mi elettrizzano!non mi sono mai piaciuti i dogmi................. neanche quando vengono dalla scienza.Contemplare ogni possibilità,probabilità che giostrano e un potenziale da scoprire ,oscuro come un abisso senza fondo.Se quel che era verità assoluta, ora lo è parziale o autentica fantasia,forse l'assurdo è parente stretto del reale.Vero tutto e il contraio di tutto..non ricordo chi lo disse ,ma sento molto concreta in me questa affermazione.Diceva Nagarjuna(figura eccelsa della filosofia orientale e personaggio illustre del buddismo tutto) due e non due!Forse un tempo questo era palese a tutti.La mistica ebraica che identifica il vuoto che vuoto non è, con la sua emanazione delle sefirot, sembra indicare quanto unite sono,sostanza e non sostanza ,illusione e realtà oggettiva.Trovo confortante per me ora, pensare che essere è come non essere!
domenica 18 settembre 2011
ALCHIMIA UNIVERSALE
Il poeta inglese John Milton affermava che le disgrazie di per sè non sono una sfortuna,
lo è l'incapacità di sopportarle.
Gli ingredienti per la felicità sono a disposizione di ognuno,nascosti nel proprio regno interiore.
Milton sostiene che la debolezza è meschina e ci sorta ad essere forti.Costruite risoluti il vostro" regno interiore",esorta il poeta, tanto da essere vincitori.
E il suo pensiero,che sia la mente a determinare ogni cosa,è certo molto vicino al buddismo.
Quando scrisse "il paradiso perduto" era ormai completamente cieco; aveva perso la vista a quarantatre anni a causa dell'eccessivo lavoro.
Si batté sempre per la libertà di pensiero e condannò sistematicamente la gerarchia ecclesiastica corrotta.I suoi nemici lo deridevano attribuendo la sua cecità ad una punizione divina ma, malgrado tutto ,il suo regno interiore non ne fu mai scosso e Milton rimase convinto che la cecità di per sé non era una sfortuna,mentre era tale l'incapacità di sopportarla.Sopportare e superare la grande prova di aver perso la vista non lo gettò nello sconforto,ma al contrario lo rese vincitore.Animato da questa convinzione portò a termine le sue opere,considerate oggi capolavori della letteratura mondiale.
Son convinta che non esistono superuomini, qualsiasi credo che cerca abilmente di fare apparire alcune persone al di sopra degli esseri umani, è secondo me un insegnamento errato e dannoso.
Penso sia corretto,vivere la propria vita come esseri umani,assieme agli altri, e nel modo che più si addice ad un essere umano.Cerco di ridimensionare la mia realtà ogni qual volta mi sento perduta, tra i problemi o le avversità, non è sempre facile ricordare che il mezzo per trasformare le difficoltà in felicità,la sofferenza in crescita,gli ostacoli in occasioni di miglioramento,la confusione in progresso,risiede anche nel mio cuore.Quanto vasto ed ampio è il potenziale? Dove arriva la comprensione individuale differente per ognuno?Mi ripeto che i limiti si presentano per essere oltrepassati, per aprire nuove opportunità di crescita.Il confronto rimane sempre strumento eccellente per comprendere ma,l'esperienza diretta di sfidarsi nelle proprie debolezze e vincere su se stessi, produce un fascino mistico, è la grande soddisfazione dell'alchimia universale.....quando riesce!
venerdì 9 settembre 2011
Islam
In poesia
JALAL AL-DIN RUMI (1207-1273)STUDIOSO E POETA MISTICO,FONDA LA CONFRATERNITA NOTA IN EUROPA COME I DERVISCI DANZATORI
-VIAGGIO-
Se l'albero potesse muoversi,e avesse piedi ed ali
non penerebbe segato,né soffrirebbe ferite d'accetta
E se il sole non viaggiasse con piedi ed ali ogni notte
come potrebbe illuminarsi il mondo all'aurora?
E se l'acqua amara non salisse dal mare nel cielo
come avrebbe vita nuova il giardino con pioggia e ruscelli?
Partì la goccia della patria, e tornò,
trovò la conchiglia e divenne una perla.
Non partì Giuseppe in viaggio dando l'addio al padre piangente?
E viaggiando,non ottenne fortuna e regno vittoria?
E Muhammad non partì forse in viaggio verso Medina,
e sovranità ottenne,e fu re su cento paesi?
Anche se tu non hai piedi,scegli di viaggiare in te stesso,
come miniera di rubini sii aperto all'influsso dei raggi del sole
uomo viaggia da te stesso in te stesso
che da simile viaggio la terra diventa purissimo oro
lunedì 5 settembre 2011
IL TEMPO DEL POTERE MORBIDO
Osservando alcuni eventi del passato,è evidente quanto il motore della storia ha attinto troppo spesso al"potere duro" delle forze militari,dell'autorità politica o religiosa e della ricchezza.Ma il potere duro ha lasciato e sta lasciando campo libero al"potere morbido".,campo dove sembrano avere uno spazio , cultura ed idee, strumenti di una forma di potere più persuasivo.Ripensando alla guerra del Golfo di 20 anni fa,le modalità con cui è stata condotta potrebbero sembrare un esempio di applicazione del potere duro.In realtà la macchina bellica e le tattiche delle forze di coalizione si sono servite innazi tutto del potere morbido delle Nazioni Unite e del consenso mondiale che hanno permesso il loro uso.Si potrebbero fare esempi più recenti ed avere solo l'imbarazzo della scelta, anche se, ogni caso si distingue da un altro per delle particolarità apparentemente rilevanti.Come se l'umanità evoluta e progredita ,sentisse in questa epoca l'obbligo storico di ridurre l'uso del potere duro e assicurarsi la sostituzione permanente con il potere morbido.A differenza dei sistemi fondati sul potere duro,che hanno avuto" successo" tramite l'uso di strumenti di coercizione per spingere le persone in determinati scopi e direzioni,l'esito positivo del potere morbido si basa sulla volizione.Un energia interiore di volontà creata attraverso il consenso e la comprensione tra gli individui.L'energia interiore di ogni singolo individuo si attiva nel processo del potere morbido.Radicato nella natura religiosa o spirituale degli esseri umani,questo potenziale è stato considerato,per tradizione,in termini filosofici.Senza una filosofia volta al rafforzamento e alla mobilitazione delle risorse"interiori o spirituali",alla responsabilità consapevole del singolo,l'uso del potere persuasivo diventerebbe nulla più che un fascismo col sorriso.In una simile società l'informazione e la conoscenza sarebbero a disposizione di tutti,ma soggette a manipolazione da parte di coloro che detengono il potere.Cittadini senza saggezza,ignari sarebbero preda per un autorità guidata da scopi egoistici.Per questo la tendenza al potere morbido deve essere sostenuta da consapevolezza ,da un desiderio di ricerca della verità oggettiva.
domenica 4 settembre 2011
SCRITTO SULLA SABBIA
Che il bello e l'incantevole
Siano solo un soffio e un brivido,
che il magnifico entusiasmante
amabile non duri:
nube, fiore, bolla di sapone,
fuoco d'artificio e riso di bambino,
sguardo di donna nel vetro di uno specchio,
e tante altre fantastiche cose,
che esse appena scoperte svaniscano,
solo il tempo di un momento
solo un aroma, un respiro di vento,
ahimè lo sappiamo con tristezza.
E ciò che dura e resta fisso
non ci è così intimamente caro:
pietra preziosa con gelido fuoco,
barra d'oro di pesante splendore;
le stelle stesse, innumerabili,
se ne stanno lontane e straniere, non somigliano a noi
- effimeri-, non raggiungono il fondo dell'anima.
No, il bello più profondo e degno dell'amore
pare incline a corrompersi,
è sempre vicino a morire,
e la cosa più bella, le note musicali,
che nel nascere già fuggono e trascorrono,
sono solo soffi, correnti, fughe
circondate d'aliti sommessi di tristezza
perché nemmeno quanto dura un battito del cuore
si lasciano costringere, tenere;
nota dopo nota, appena battuta
già svanisce e se ne va.
Così il nostro cuore è consacrato
con fraterna fedeltà
a tutto ciò che fugge
e scorre,
alla vita,
non a ciò che è saldo e capace di durare.
Presto ci stanca ciò che permane,
rocce di un mondo di stelle e gioielli,
noi anime-bolle-di-vento-e-sapone
sospinte in eterno mutare.
Spose di un tempo, senza durata,
per cui la rugiada su un petalo di rosa,
per cui un battito d'ali d'uccello
il morire di un gioco di nuvole,
scintillio di neve, arcobaleno,
farfalla, già volati via,
per cui lo squillare di una risata,
che nel passare ci sfiora appena,
può voler dire festa o portare dolore.
Amiamo ciò che ci somiglia,
e comprendiamo
ciò che il vento ha scritto
sulla sabbia.
Hermann Hesse da La felicità, versi e pensieri
Che il bello e l'incantevole
Siano solo un soffio e un brivido,
che il magnifico entusiasmante
amabile non duri:
nube, fiore, bolla di sapone,
fuoco d'artificio e riso di bambino,
sguardo di donna nel vetro di uno specchio,
e tante altre fantastiche cose,
che esse appena scoperte svaniscano,
solo il tempo di un momento
solo un aroma, un respiro di vento,
ahimè lo sappiamo con tristezza.
E ciò che dura e resta fisso
non ci è così intimamente caro:
pietra preziosa con gelido fuoco,
barra d'oro di pesante splendore;
le stelle stesse, innumerabili,
se ne stanno lontane e straniere, non somigliano a noi
- effimeri-, non raggiungono il fondo dell'anima.
No, il bello più profondo e degno dell'amore
pare incline a corrompersi,
è sempre vicino a morire,
e la cosa più bella, le note musicali,
che nel nascere già fuggono e trascorrono,
sono solo soffi, correnti, fughe
circondate d'aliti sommessi di tristezza
perché nemmeno quanto dura un battito del cuore
si lasciano costringere, tenere;
nota dopo nota, appena battuta
già svanisce e se ne va.
Così il nostro cuore è consacrato
con fraterna fedeltà
a tutto ciò che fugge
e scorre,
alla vita,
non a ciò che è saldo e capace di durare.
Presto ci stanca ciò che permane,
rocce di un mondo di stelle e gioielli,
noi anime-bolle-di-vento-e-sapone
sospinte in eterno mutare.
Spose di un tempo, senza durata,
per cui la rugiada su un petalo di rosa,
per cui un battito d'ali d'uccello
il morire di un gioco di nuvole,
scintillio di neve, arcobaleno,
farfalla, già volati via,
per cui lo squillare di una risata,
che nel passare ci sfiora appena,
può voler dire festa o portare dolore.
Amiamo ciò che ci somiglia,
e comprendiamo
ciò che il vento ha scritto
sulla sabbia.
Hermann Hesse da La felicità, versi e pensieri
sabato 3 settembre 2011
AMIRA HASS
Ho scoperto da poco quanto mi piacciono i suoi articoli.Esiste un tempo tra l'osservazione di ciò che accade e il momento in cui si scrive,tempo in cui si pensa,si sceglie,si decidono i significati,si rende bello ciò di cui si va a scrivere.Amira descrive l'istante.
E' l'unica giornalista israeliana che ha scelto di vivere nei territori palestinesi,prima nella zona della striscia di Gaza poi a Ramallah.Ha capito che sui giornali israeliani non si scriveva nulla su Gaza,dove poi si trasferisce.Le sue lucide corrispondenze con "L'internazionale" descrivono la militarizzazione della rivolta palestinese e l'inasprimento dell'occupazione israeliana.Di questi tempi la sua attenzione è catturata dalle proteste e dalle rivolte dei popoli d'Egitto,Siria ecc.
Interessante questo articolo dell'internazionale che la dice lunga sui comportamenti,sul superamento delle barriere ideologiche
IL TRAM DEI POVERI
1 settembre 2011 16.28
Il 31 agosto mi ha chiamato la mia amica M. Era su di giri. “Ascolta, devi salire sul tram che è stato inaugurato a Gerusalemme”, mi ha detto, praticamente senza salutarmi.
Un accenno al contesto: la prima stazione della linea del tram si trova in un insediamento israeliano considerato dalla maggior parte degli ebrei un “quartiere” di Gerusalemme. Da lì il tram si avvicina alla città vecchia attraversando alcuni quartieri palestinesi. Poi si dirige a ovest. Il tram è diventato famoso per i tentativi di boicottaggio del progetto.
Ma torniamo alla mia amica M.: “È pieno zeppo. Tutti i poveri lo usano, dato che è gratis. E chi sono i poveri? Palestinesi ed ebrei ortodossi. Incollati gli uni agli altri. A bordo c’era anche un soldato, con una grossa kippah. Insieme a lui, un altro ragazzo ortodosso. A un certo punto sono salite due anziane palestinesi con l’hijab. Hanno saltato la loro fermata e si sentivano perse: ‘Cosa facciamo ora, dove andiamo?’. Nessun problema. Il soldato e il suo amico le hanno tranquillizzate. Tutti erano gentili l’uno con l’altro. L’autista era palestinese. Mi avevano detto che solo gli autisti palestinesi hanno fatto domanda di lavoro. Gli ebrei avevano paura di guidare nei quartieri arabi. Ma poi ho visto un autista con la kippah. Dovresti salirci anche tu. Sembravano tutti così gentili. Forse è la nuova atmosfera di Israele, creata dal movimento di protesta. Devi farti un giro sul tram prima che chiedano di pagare il biglietto e i poveri smettano di prenderlo”.
venerdì 2 settembre 2011
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